Diagnosi: ARITMIA
Intervento: IMPIANTO S-ICD, TECNICA SOTTO-MUSCOLARE A DUE INCISIONI

La prevenzione della morte cardiaca improvvisa mediante impianto di defibrillatore (ICD) è divenuta una delle più importanti modalità terapeutiche salva-vita delle aritmie cardiache. Molti trial hanno consolidato la dimostrazione di una maggiore sopravvivenza in caso di prevenzione sia primaria che secondaria.

Purtroppo tali benefici sono raggiunti non senza possibili complicanze relate all’impianto di ICD, quali, ad esempio, shock inappropriati, pneumotorace, tamponamento cardiaco, dislocazione, setticemia e, nel lungo termine, la frattura dei cateteri che aumentano morbidità e mortalità.

Nel cercare di evitare alcune di queste gravi complicanze, nel 2010 è stato introdotto in commercio l’innovativo subcutaneous implantable cardioverter-defibrillator (S-ICD), un sistema che non richiede né elettrocateteri endocardici né epicardici. Tale innovazione tecnologica dovrebbe allungare la vita del sistema, riducendo le complicanze sovradescritte.
La tecnica convenzionale attuale di impianto dell’S-ICD consiste nell’allocare nel sottocutaneo catetere e generatore mediante tre incisioni cutanee: 2 parasternali ed una laterale toracica.
La tecnica alternativa a due accessi, descritta da Knops, elimina l’incisione parasternale superiore, evitando una possibile sede di deiscenza, infezione, disconfort, decubito e cicatrice antiestetica.

Il Dr. Droghetti è divenuto proctor europeo di un’ulteriore evoluzione della tecnica di impianto dell’ S-ICD, con alloggiamento sotto il muscolo grandorsale mediante due incisioni.
Il defibrillatore S-ICD è solitamente posizionato in corrispondenza degli archi costali medi di VII e VIII costa a sinistra; in questa sede il muscolo gran dorsale è connesso alla parete toracica laterale mediante una fascia di tessuti connettivi. Profondamente al muscolo gran dorsale si trova il muscolo dentato anteriore, facilmente distinguibili l’uno dall’altro per il diverso orientamento delle fibre muscolari: cranio-caudali per il primo, oblique il secondo. Tra questi due muscoli esiste uno spazio virtuale che rappresenta per noi la sede ideale per il defibrillatore sottocutaneo, che sarebbe con questa tecnica meglio denominato “sottomuscolare”.

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