Diagnosi: MESOTELIOMA
Interventi: PLEUROPNEUMONECTOMIA

Questa malattia rappresenta la principale indicazione all'intervento di PLEUROPNEUMONECTOMIA.

L'accesso al cavo pleurico viene effettuato con un ampia (20-30 cm circa) incisione del torace TORACOTOMIA POSTEROLATERALE con sezione parziale dei piani muscolari ed asportazione di una costa per favorire la visione sul campo operatorio.

L'intervento chirurgico consiste nell'asportazione in blocco del polmone + pleura viscerale (PNEUMONECTOMIA), ma anche di pleura parietale e mediastinica; in alcuni casi può essere necessaria l'asportazione del muscolo diaframma, e del pericardio. L'intervento chirurgico viene completato con una linfoadenectomia, l’asportazione cioè dei linfonodi presenti in alcune sedi anatomiche mediastiniche definite, per una stadiazione accurata della malattia finalizzata alla programmazione di terapie adiuvanti ed indicativa della prognosi. Qualora sia stato asportato il diaframma viene utilizzata una rete in materiale biocompatibile per la ricostruzione. Analogamente nel caso di asportazione del pericardio con ampia breccia viene impiegata una protesi per prevenire la lussazione del cuore.

Il presupposto per questo tipo di intervento chirurgico è una diagnosi cito-istologica di mesotelioma pleurico epitelioide con un'estensione locale che ne renda possibile l'exeresi radicale (Tc torace/PET total body), una valutazione funzionale respiratoria permissiva una pneumonectomia (emogasanalisi, spirometria completa, DLCO, Scintigrafia Polmonare Perfusionale, Test del consumo di CO2), una valutazione ecocardiogramma ed un buon performance status. Si tratta di un intervento chirurgico, molto impegnativo per il paziente.

CHEMIOTERAPIA IPERTERMICA INTRA-OPERATORIA (HIOC)

L’uso del calore per combattere il cancro. Dopo l’intervento chirurgico si esegue la perfusione chemioterapica ipertermica intraoperatoria (HIOC). Questa tecnica è oggetto di un protocollo elaborato con Yasunori Matsuzaki dell’Ospedale di Miyazaki (Giappone). Le cellule tumorali vengono sottoposte a temperature elevate (“ipertermia”) in grado di determinarne la morte. Numerosi studi hanno poi evidenziato che l’ipertermia è in grado di potenziare l’attività terapeutica citotossica di molti chemioterapici, tra cui il cisplatino, e di aumentarne la penetrazione nei tessuti neoplastici e di conseguenza l’efficacia. La chemioterapia ipertermica intrapleurica consiste nella “perfusione” della cavità pleurica con cisplatino ed altri eventuali chemioterapici portato a temperatura di 41-42 °C per 60 minuti.

Il trattamento di scelta per le forme localizzate è in prima istanza chirurgico e prevede l’asportazione radicale del polmone e delle pleure. Yasunori Matsuzaki (Myazaki-Giappone) e David J. Sugarbaker (Boston – USA) hanno recentemente dimostrato come la chemioterapia ipertermica intraoperatoria (HIOC) ottenga un miglior controllo loco-regionale della malattia con una drastica riduzione dell’incidenza di recidive, spesso causa di decesso, che va dal 67 per cento a seguire di trattamenti tradizionali, al 34 per cento dopo HIOC. 

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