Diagnosi: SCOMPENSO CARDIACO
Intervento: RESINCRONIZZAZIONE CARDIACA IN VIDEOTORACOSCOPIA

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Un intervento rivoluzionario per resincronizzare il battito cardiaco. Il dr. Droghetti ha messo a punto un’innovativa tecnica chirurgica mini-invasiva che consiste nel posizionamento di un elettrocatetere epicardico al ventricolo sinistro attraverso tre accessi di pochi millimetri con l’ausilio di una videocamera.

In Italia, secondo dati ISTAT, 3 milioni di cittadini (un terzo di età inferiore a 65 anni) sono affetti da scompenso cardiaco: condizione nella quale il cuore non è in grado di pompare sangue in quantità sufficiente a soddisfare i bisogni metabolici dell’organismo.

Tale disfunzione è prima causa di morte con circa 100.000 decessi/anno (270 al giorno) ed il numero di persone che ne soffrono è in continuo aumento: nell’arco di 15 anni si prevede il raddoppio dei dati attuali. Una vera e propria pandemia. Il problema, inoltre, si ripercuote in modo pesante sulla spesa sanitaria con 500 milioni di euro/anno per più di 200.000 ricoveri, con quasi 100.000 nuovi casi all’anno.

Per molti anni la prognosi dello scompenso cardiaco avanzato è stata paragonata a quella delle malattie tumorali, con mortalità a 1 anno fino al 60 per cento. Grazie anche all’introduzione ed alla diffusione di terapie non convenzionali, la mortalità ad 1 anno si è letteralmente dimezzata arrivando a soglie inferiori al 30 per cento, In particolare la Terapia di Resincronizzazione Cardiaca (CRT), è divenuta un efficace approccio terapeutico per pazienti con scompenso cardiaco congestizio refrattario alla terapia medica. Numerosi studi clinici dimostrano come la CRT ottenga una riduzione dei sintomi di scompenso e un netto miglioramento della qualità della vita, con minor necessità di ospedalizzazioni e minore mortalità.

La CRT prevede il posizionamento di tre elettrocateteri, due ventricolari ed uno atriale. Limitazioni anatomiche e funzionali non permettono il posizionamento di elettrocateteri ventricolari a sinistra per via endovenosa in circa il 10 per cento dei casi, per cui la CRT rimane una opzione non percorribile se non per via chirurgica transtoracica. Fino ad oggi la metodica chirurgica prevedeva una toracotomia più o meno estesa molto traumatica, con alte percentuali di complicanze e mortalità, ragione per la quale molti pazienti non venivano trattati.

Elettrocatetere epicardicoI vantaggi di questa procedura sono diversi:

  • brevissima durata (circa 30 minuti contro i 90-150 della tecnica trans venosa e della via toracotomica);
  • nessuna esposizione a raggi X e nemmeno necessità di iniezione di mezzi di contrasto;
  • esteticità delle mini ferite e minor trauma e completa esposizione della superficie ventricolare, per l’identificazione dell’area ideale dove ancorare l’elettrocatetere.

Ad oggi, oltre il 90% dei pazienti operati hanno risposto in modo ottimale alla resincronizzazione. Non sono state osservate dislocazioni post-operatorie e le soglie di cattura ventricolari sono mediamente basse, ottenendo maggiore durata della batteria del generatore.

L’ottima riuscita di tutti gli interventi e l’esperienza maturata portano ad affermare che il posizionamento di elettrocatetere epicardico mediante procedura chirurgica mini-invasiva videotoracoscopica in pazienti adulti con scompenso cardiaco con indicazione alla CRT è risultato sicuro, di rapida esecuzione, con degenza ridotta a pochi giorni. 

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